Terrorismo e sicurezza informatica : cosa prevede il nuovo progetto di legge?

Definire un quadro legale preciso, autorizzando i servizi segreti a ricorrere a tecniche inerenti all’accesso ad internet. Questo lo scopo della legge sull’informazione elettronica.

L’ultima legge in materia è datata 1991, “quando i cellulari e internet ancora non esistevano” come sottolineato dal Primo Ministro Manuel Valls. Due gli interessi in gioco: libertà pubblica e sicurezza nazionale.

Il progetto di legge riafferma nel suo articolo I il segreto della corrispondenza e prevede la possibilità di autorizzare delle “intercettazioni di corrispondenze emesse per via elettronica”, includendo una chiamata da telefono fisso o cellulare, un’e-mail o una conversazione tramite messaggeria istantanea (Skype, Facebook, Snapchat ecc.).

Esso prevede ugualmente l’autorizzazione all’utilizzo per fini di sorveglianza, di uno strumento molto dibattuto, dal nome Imsi-catcher. Quest’apparecchiatura, imitando le antenne di ricezione, permette di intercettare telefoni cellulari, i loro dati di connessione o una conversazione. Il suo utilizzo prevede l’obbligo per gli agenti di tracciare esattamente la loro utilizzazione. Ma quest’apparecchiatura ha un campo di ricezione molto largo e può captare tutti i telefoni che sono nel suo perimetro, non solo quello della persona sottoposta ad inchiesta.

Il progetto di legge prevede inoltre, un dispositivo di analisi automatico dei dati – tramite algoritmo – destinato a rilevare “la minaccia terroristica”. Queste “scatole nere” saranno collocate presso i fornitori d’accesso ad internet per sorvegliarne il traffico grazie alla captazione in tempo reale dei dati di connessione.

Un dispositivo di sorveglianza per rivelare attività sospette che fa storcere il naso agli utilizzatori del web, fornitori d’accesso ad internet e associazioni di utenti.

Questa normativa mira inoltre a costituire una nuova autorità indipendente, la CNCTR (Commission nationale des techniques de renseignement). Composta da quattro magistrati, quattro parlamentari e uno specialista in comunicazioni elettroniche, quest’autorità indipendente dovrà dare il suo avviso preliminare riguardo ogni utilizzazione di queste nuove tecniche di sorveglianza. Ciò vale anche per lo strumento del “key logger”, capace di registrare tutto ciò che viene scritto tramite tastiera.

Rinforza inoltre i mezzi dell’amministrazione penitenziaria nell’accedere ai dati informatici riguardo un detenuto e nel procedere a misure di detenzione, d’interferenza e d’interruzione delle comunicazioni nell’ambito penitenziario.

Prevede inoltre, la possibilità per la TRACFIN (Traitement du Renseignement et Action contre les Circuits financièrs clandestins) di inviare informazioni presso le imprese di trasporto o di operatori turistici.

Il testo che sarà discusso fine maggio in Senato, definirà le missioni dei servizi segreti (dalla prevenzione al terrorismo allo spionaggio economico così come il regime di autorizzazione e di controllo delle tecniche di sorveglianza (intercettazioni, installazioni di videocamere, strumenti d’ispezione, dati inerenti all’accesso ad internet degli utenti, ecc.) e porterà a termine un percorso legislativo, cominciato nel 2006 e ultimamente riveduto nel 2014, con la creazione di un’ispezione dei servizi segreti.

Giovani D’Avanzo

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