L’euro e la UE? Uno sguardo sulla realtà

Sono tante le conseguenze della crisi economica all’interno del sistema dell’euro, che rappresentano un meccanismo pianificato e costruito sotto i nostri occhi, dal potere economico mondiale e dall’influenza sionista e anglo-americana; questa è la teoria diffusa da una serie di rapporti e ricerche, poco affrontati e diffusi all’interno della società. La rete che le ha articolate è sempre la stessa: Moneta, Banche, Finanza e strutture sovranazionali.

William Patterson che nel 1694 fonda La Banca d’Inghilterra sul modello d’impresa privata, approfittando delle condizioni disastrose delle finanze del governo britannico in quel momento, offrendo un prestito al governo in cambio del privilegio di incorporare i finanziatori, in qualità di Governatore della Società della Banca d’Inghilterra, con il potere di emettere banconote, arriva agli accordi di Bretton Woods del 1944: il primo esempio nella storia del mondo di un ordine monetario totalmente concordato, pensato per governare i rapporti monetari fra stati nazionali indipendenti. Partendo dall’analisi storica del passaggio dall’economia dello scambio medioevale all’istituzione della moneta come strumento diretto della continuità del mercato, il percorso storico tocca anche il ventennio oscuro della Seconda guerra mondiale, presumibilmente veicolato dagli Stati Uniti e dalla Cia, grazie al finanziamento segreto a Hitler da parte di Prescott Bush, nonché dal Patto di non aggressione di Stalin-Hitler; “tutti gli elementi, sono indirizzati ad un solo obiettivo; la dissoluzione delle nazioni e delle razze e l’inglobamento in un unico sistema centralizzato e accentratore che ancora oggi i governi propongono con il nome affascinante di Stati Uniti d’Europa.

Un sistema che grazie al ruolo delle multinazionali bancarie e l’influenza anglo-americana, determina uno spunto di riflessione sul ruolo dell’Euro e sulla crisi economica che esso ha generato in quasi tutti gli stati, riflettendo sulle anomalie di una moneta creata da una Banca centrale (BCE) che viene sostenuta economicamente dalle banche private, e le distribuisce ai vari stati con tassi d’interesse più elevati.

Il discorso si sofferma nel dettaglio sulla situazione italiana e anche in questo quadro bisogna partire da lontano, ovvero da quel processo di unificazione imposto e realizzato dalla massoneria inglese, generando il progressivo allontanamento dell’economia reale dalla finanza. “Paghiamo una crisi che non ci appartiene, perché paghiamo una moneta che non é la nostra, bensì delle banche private e delle agenzie di rating, che mettono tassi d’interesse non adeguati alle reali possibilità di ogni nazione, generando un aumento delle tasse, perdita di lavoro e tagli indiscriminati. Un saccheggio indiscriminato e purtroppo perpetrato nel corso della storia dagli organismi statali quali la Banca d’Italia e la sua privatizzazione e i governi che negli anni hanno sostenuto questa politica. Un colpo di stato ai danni del popolo, che fu altamente denunciato da una figura chiave: Giacinto Auriti, giurista, saggista e politico italiano, celebre per avere elaborato una personale teoria sulla moneta detta “Teoria del valore indotto della moneta”, le cui tesi vengono oggi usate per sostenere gli argomenti propri delle teorie del complotto sul signoraggio.

Egli è celebre anche per aver denunciato la Banca d’Italia per usura e per aver avuto ragione anche dal Tribunale, anche se poi decaduta. Entriamo nel cuore più tecnico della teoria con l’esposizione del Fiscal Compact, meglio conosciuto come Patto di bilancio europeo o Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’unione economica e monetaria, approvato con un trattato internazionale il 2 marzo 2012 da 25 dei 27 stati membri dell’Unione europea ed entrato in vigore il 1º gennaio 2013. Esso contiene una serie di regole, chiamate “regole d’oro”, vincolanti nell’UE secondo il principio dell’equilibrio di bilanci, firmato da tutti gli stati dell’Unione, ad eccezione del Regno Unito e della Repubblica Ceca. Ad esso si aggiunge il Target 2; un sistema di pagamenti interbancario per l’elaborazione in tempo reale di bonifici transfrontalieri in tutta l’Unione europea.

La crisi economica mondiale scoppiata nel 2007/2008 si sta abbattendo con particolare forza sull’Europa: la situazione greca ne è l’esempio più lampante. A livello europeo, la disoccupazione ha raggiunto percentuali record, i salari reali stanno diminuendo, le diseguaglianze sono alle stelle e gli attacchi alla classe lavoratrice si sono intensificati. Secondo dati Eurostat (che sottostimano ampiamente la situazione reale), nel 2013 circa novantadue milioni di persone, un quarto della popolazione dell’Europa occidentale, era a rischio di povertà ed esclusione sociale: 8 milioni e mezzo di persone in più che nel 2007. La tendenza è più allarmante nei paesi più colpiti dalla crisi come Grecia, Portogallo, Spagna e Italia, ma è in crescita anche nel Nord dell’Europa, Gran Bretagna e Germania comprese.

Condizioni di povertà, precarietà e super-sfruttamento prima ritenute “tipiche” del Sud del mondo stanno diventato sempre più diffuse anche nei paesi ricchi dell’Unione Europea. La crisi e i suoi effetti in Europa – compresa l’Europa “ricca”, occidentale – hanno suscitato ampio dibattito, tanto sulle sue cause che sulle strategie da adottare in risposta. Uno dei limiti principali di questo dibattito è che spesso si è concentrato sulla crisi in Europa senza considerare in modo organico la sua dimensione strutturale e internazionale. Il punto è che questa non è una “crisi europea”: è una crisi internazionale del sistema capitalistico. Nonostante i vari segnali di ripresa, inoltre, questa crisi non è una parentesi temporanea che a un certo punto si chiuderà con il ritorno dei “bei vecchi tempi” andati. No, questa crisi manifesta una tendenza strutturale verso l’impoverimento, e dipende da profonde dinamiche economiche e geopolitiche.

Il nostro impegno è di spiegare le ragione storiche, sociali ed economiche di una crisi dal quale non pare esserci una reale soluzione, spiegare e dimostrare perché tali azioni sono state realizzate per tenere sotto scacco tutti gli stati dell’Eurozona, ma soprattutto aprire un foro di discussione su come recuperare la sovranità monetaria; unica soluzione per uscire veramente dalla crisi. Informandosi e prendendo coscienza della verità, non con politiche sbagliate e corrotte come negli anni passati, ma con teorie nuove come la Modern Money Theory capaci di indirizzare la spesa pubblica positiva e creare lavoro e piena occupazione.

2 COMMENTI

  1. Per fare riferimento a una metafora di Benjamin, il compito è “semplicemente”
    quello di fermare il treno della storia che, lasciato alla propria corsa, conduce al precipizio; non c’è la luce alla fine del tunnel, cioè, il felice esito finale di una lunga e ardua lotta, casomai la luce alla fine del tunnel è piuttosto quella di un altro treno che si dirige verso di noi a tutta velocità.
    Articolo rilevante come segnale di qualcosa che sta avvenendo: resistere alla minaccia della barbarie da qualsiasi parte giunga.
    Se dobbiamo confrontarci in modo adeguato alla minaccia della catastrofe sociale, ambientale dobbiamo rompere con questa nozione “storica”di temporalità per introdurre il “tempo di un progetto”dove la libertà è la libertà di cambiare il proprio Destino. Possiamo discutere, diffidare, respingere, sperare, irridere, ma stavolta è questo l'”argomento vero”, quel grattare, l’aver messo la mano sul segno della catena.

  2. Tutti sappiamo che ogni strumento e’ progettato per raggiungere uno scopo…anche l’UE, ma purtroppo non percepita dalla grande massa della popolazione mondiale: il concetto di moneta-debito. Non si puo’ comprendere il concetto di moneta, se non si comprende che la moneta e’ uno strumento. Questo strumento e’ stato inventato per facilitare gli scambi commerciali ed e’ per definizione misura del valore, ma anche valore della misura (potere d’acquisto). La moneta e’ un contenitore di valore, creato convenzionalmente da una comunita’ …quando e’ stata creata la moneta unica europea, e’ inimmaginabile pensare che gli ideatori di tale strumento non avessero studiato nei minimi particolari i dettagli di fabbricazione, o non ipotizzato gli scenari futuri causati dal suo utilizzo, perche’ ovviamente avevano bene in mente lo scopo che si erano prefissati. Quindi i creatori dell’euro, hanno creato una moneta debito per uno scopo ben preciso e cioe’ quello di indebitare i popoli europei, per spogliare intere comunita’ dei loro beni reali. Se, di contro, avessero avuto come unico obiettivo quello del benessere dei popoli europei avrebbero creato un altro strumento, ovvero. LA MONETA PROPRIETA’ dei cittadini. E’ molto semplice capire queste osservazioni, ma poiche’ l’ovvio non lo controlla mai nessuno, ci stiamo ritrovando sempre piu’ poveri e sconvolti dall’incertezza del futuro. La verita’ non possa rimanere chiusa nel cassetto delle grandi utopie per sempre.

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