12 Aprile 2021

Accordo Veolia e Suez, nascita di un gigante della trasformazione ecologica

Veolia e Suez

I due gruppi hanno deciso che Veolia dovrà pagare 20,50€ per azione Suez, in luogo del prezzo di 18 €, inizialmente proposto.

Veolia e Suez decollano rispettivamente a +8,99% a 24,60€, e +8,03% a 19,92€, dopo l’annuncio di un accordo di principio. Dopo 8 mesi di lotta furibonda e ricorsi, le due sorelle nemiche, nate rispettivamente a seguito dello sviluppo di centri urbani – la prima, nel 1853, dietro il nome di “Compagnie générale des eaux”, sotto decreto imperiale, la seconda, precisamente nel 1880, con il nome di “Lyonnaise des Eaux” – prodotti della Rivoluzione industriale, hanno trovato quest’accordo di principio, che potrà porre le basi per un rapporto differente.

In prima lettura, i termini dell’accordo soddisfano effettivamente le due parti: Suez considerava insufficiente la prima offerta di Veolia, la prezzo per azione di 18€. Controfferta a 22,50€; Accordo raggiunto a 20,50€.

I due gruppi lo assicurano: l’accordo trovato ieri sera, ovvero nove giorni prima della scadenza dei termini per presentare l’offerta da parte di Veolia per Suez, permetterà la costruzione di un “nuovo Suez”, composto da attivi, formanti un insieme coerente e perenne sul piano industriale e sociale, e dotato di un reale potenziale di crescita, con una cifra d’affari, dell’ordine di 7 miliardi di euro (contro i 17 miliardi di euro nel 2020), ovvero un montante a metà, tra le proposizioni delle due parti.

In febbraio, l’OPA di 11,2 miliardi di euro, per ottenere il 100% di Suez, depositata da Veolia, in posizione di forza, dopo l’acquisto del 29,9% del capitale di Suez in Engie nello scorso ottobre, riguardava il 70,1% del capitale che non deteneva. Il gruppo aveva poi previsto di cedere le attività di Suez in Francia, ovvero 5 miliardi di cifra d’affari, al fondo francese Meridiam, per ragioni di concorrenza.

Suez aveva contrattaccato, proponendo che Veolia cedesse, a seguito dell’OPA, l’insieme delle sue attività “acqua”, e “riciclaggio e valorizzazione”, così come le attività “acqua e tecnologia”, all’estero, ad un’équipe composta dal fondo francese Ardian, e dal fondo americano Global Infrastructure Partners (GIP). La cifra d’affari di queste attività mirate, raggiungeva i 9,1 miliardi di euro. Un perimetro ceduto che Veolia ha considerato da subito troppo elevato, e che privava la sua preda di parte della sua sostanza.

Si tratta di passato. Le due società sottolineano che l’accordo permette ugualmente la messa in opera del progetto di Veolia, della costituzione di un campione mondiale della trasformazione ecologica, dell’ordine di 37 miliardi di euro di cifra d‘affari, attraverso un OPA di circa 13 miliardi di euro di Suez, in seno ai quali rimarranno tutti gli attivi strategici individuati da Veolia, una vittoria per quest’ultima. Invece, conformemente, questa volta, alle esigenze di Suez, quest’accordo permetterebbe la reiterazione degli impegni sociali di Veolia, per una durata di quattro anni, dopo la chiusura dell’offerta.

Il “nuovo Suez”, dovrebbe essere detenuto da un gruppo di azionisti, comprensivo dei partner finanziari dei due gruppi e dei dipendenti. L’azionariato del “nuovo Suez”, sarà maggiormente francese. Meridiam, Ardian e Global Infrastructure Partners (GIP), così come la Caisse des dépôts (CDC), ed i dipendenti, figurano al rango di azionisti. Engie, che ha essenzialmente venduto delle partecipazioni in Suez a 18€ per azione, e che detiene ancora circa il 2%, dovrebbe vedersi ricevere una forma di compensazione.

Il perimetro del “nuovo Suez” sarà costituito delle attività del gruppo nell’acqua municipale, ed i rifiuti solidi in Francia (compreso CIRSEE, il principale centro di ricerca in Francia), così come l’attività dell’acqua nelle zone geografiche seguenti: Italia (compresa la partecipazione in Acea), Repubblica Ceca, Africa (per ciò che riguarda la Lydec), Asia centrale, India, Cina, Australia e le attività mondo digitale ed ambientali (SES). A priori, dunque, Veolia prenderebbe il controllo dell’ex GE-Water, acquistata a prezzo d’oro da Suez, nel 2017.

Come promesso da Suez, quest’accordo di principio prevede la risoluzione degli accordi di cessione con l’australiana Cleanaway, e la soppressione di ogni altra cessione significativa, la disattivazione della fondazione olandese, e la sospensione delle procedure in corso.

I due gruppi hanno convenuto di concludere degli accordi definitivi di riavvicinamento da qui al 14 maggio

Philippe Varin, presidente del consiglio d’amministrazione di Suez, ha dichiarato: “noi ci siamo augurati una soluzione negoziata da molte settimane ed abbiamo oggi trovato un accordo di principio che riconosce il valore di Suez. Saremo vigilanti affinché le condizioni siano riunite per raggiungere un accordo definitivo, permettendo di mettere fine al conflitto tra le nostre due società, ed offrendo delle prospettive di sviluppo”. Per il CEO di Veolia, Antoine Frérot, “quest’accordo è benefico, per tutto il mondo: garantisce la perennità di Suez in Francia, in maniera da preservare la concorrenza e garantire l’impiego. Tutte le parti ne escono vincitrici. Il tempo dello scontro è terminato, il tempo dell’avvicinamento comincia”. Il ministro francese dell’Economia e delle Finanze Bruno Le Maire, che esortava i due belligeranti a trovare un accordo in via amichevole, si è detto soddisfatto dell’esito di questo dossier.

Giovanni D'Avanzo

Giovanni D'Avanzo -

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