TTIP-TAFTA, Greenpeace pubblica il “Tactical State of Play”: trattative UE-U.S.A.

Greenpeace ha da poco pubblicato con un leak i documenti che riguardano le negoziazioni condotte da Stati Uniti ed Unione Europea a proposito dei TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) e dei TAFTA (Trans Atlantic Free Trade Agreement).

Che cosa significano queste sigle? Sono degli accordi che attribuirebbero maggiori poteri alle multinazionali, aumentando le ingerenze da parte delle stesse sul mercato comune euro-atlantico, diminuendo il potere effettivo degli Stati in materia. A quanto risulta dai documenti pubblicati, sebbene le trattative siano iniziate ben tre anni fa, precisamente nel giugno 2013, esse restano lontane da una risoluzione. Anzi, le divergenze di prospettiva delle parti interessate sono tali da costituire un ostacolo notevole.

Il documento in questione è intitolato “Tactical State of Play of TTIP Negotiations” e sottolinea i tre punti chiave dell’accordo, ovvero “l’accesso al mercato, la cooperazione e le regole”.

Come viene toccata la vita quotidiana dei cittadini, in un quadro simile? Si può fare l’esempio del vino, la cui denominazione è di importanza fondamentale nella classificazione della merce. L’Unione Europea desidera che gli U.S.A. smettano di utilizzare la denominazione semi-generica, ovvero quella che permette di commercializzare champagne prodotto nei vigneti della California ribattezzandolo “California champagne”.

Non solo il vino: per quanto riguarda un bene di consumo come l’automobile, il problema riguarda i livelli minimi di accettabilità per un crash-test. Infatti essi sono diversi sulle due sponde dell’Atlantico. Un’omologazione delle norme faciliterebbe le esportazioni da entrambe le parti.

La Francia in tutto ciò esprime le sue posizioni: il presidente François Hollande ha già detto di non essere disposto a cedere sulle prerogative essenziali dello Stato. Un no netto e deciso, avvalorato dalle affermazioni di Fekl, segretario al commercio estero, secondo il quale un abbandono del tavolo delle trattative da parte dell’Hexagone si prospetta come la scelta più probabile.

Maria Costanza Boldrini

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