Sotto i riflettori, due nuovi musei dedicati a Yves Saint Laurent, a Parigi e Marrakech

Chiara Casamenti
Chiara Casamenti

Il marchio YSL non ha bisogno di presentazioni. Fondato dallo stilista Yves Saint Laurent insieme a Pierre Bergé nel 1962, il marchio YSL si è già guadagnato un posto d’onore nella storia della moda e del costume. Oggi, due nuovi spazi espositivi, in Francia e in Marocco, terranno costantemente accesi i riflettori sulla straordinaria figura di Yves Saint Laurent con mostre e iniziative.

Un grande evento ha accompagnato l’apertura – lo scorso 3 ottobre – del museo parigino, nel famoso palazzo dell’Avenue Marceau, proprio negli spazi dove il grande artista ha lavorato dal 1974 al 2002 (quando si ritirò dalla moda e vendette la sua maison a François Pinault). Il museo parigino sarà il primo al mondo a risiedere in una maison de couture. Un po’ come la Frick a New York, o la Wallace a Londra, o il Jaquemart-Andrée qui a Parigi: collezioni che non possono abbandonare i luoghi stessi nei quali hanno vissuto i loro creatori. Già sede, dal 2004, della Fondazione Pierre Bergé – Yves Saint Laurent, tale spazio disporrà di una superficie espositiva di oltre 450 metri quadri; offrirà una programmazione articolata tra mostre temporanee e retrospettive.

L’interior design e l’allestimento delle sale espositive porta le firme dalla designer Nathalie Mane e del decoratore Jacques Grange, in passato già coinvolti dalla Fondazione in varie iniziative. L’idea di un omaggio permanente al celebrato stilista è partita proprio da Bergé – morto l’8 settembre scorso – che da tempo stava riorganizzando la disposizione del palazzo nel quale sono conservati circa cinquemila abiti firmati Saint Laurent, e trentamila accessori.

All’ingresso, il volto di Saint Laurent elaborato da Andy Warhol, poi tutto il resto: un viaggio nella vita e nel lavoro di uno dei creatori più acclamati al mondo, colui che cambiò lo stile femminile.

Nel primo salone, le linee maschili – le sahariane, le tute, i trench, fino allo smoking; abiti androgini eppure sempre così incredibilmente femminili. Non è solo un viaggio nella moda, ma anche attraverso il mondo e le epoche. In mostra il primo modello di Alta Moda, quello con l’etichetta 0001, un abito nero da sera ispirato a un costume di scena creato per Zizi Jeanmaire.

Tutti gli abiti sui manichini rivivono su piccoli schermi in filmati delle sfilate dell’epoca. Nella sala delle collezioni ispirate ai pittori c’è, in video, il discorso con il quale nel 2002 Yves Saint Laurent diceva addio per sempre alla sua maison, agli impiegati e alla sua Arte, “sapendo che i più bei paradisi sono quelli che abbiamo perduto”.

C’è la collezione-sposa, e la stanza dei bijoux, una parete di gioielli, ognuno racchiuso in una piccola teca. Ci sono gli accessori, i disegni di Saint Laurent e, in video, ci sono le testimonianze degli impiegati che per decenni hanno lavorato con lui in quelle stanze.

“Non sarà mai un museo immobile” dice la conservatrice Aurélie Samuel, nominata da Bergé direttrice delle collezioni della Fondation Pierre Bergé-Yves Saint Laurent. “Nell’ottobre del 2018 questo stesso spazio ospiterà la mostra “L’Asie rêvée d’Yves Saint Laurent”, con le collezioni ispirate all’Asia, per poi ritornare, alla fine della mostra, di nuovo un museo, ma completamente rinnovato, con abiti e accessori diversi da quelli di quest’anno”.

Ma il filo della storia ci porta ancora lontano, fino a Marrakesh dove, il prossimo 19 ottobre, aprirà il secondo spazio espositivo dedicato allo stilista. Per quindici giorni l’anno, due volte l’anno, infatti, Saint Laurent amava ritirarsi nella sua villa di Marrakesh a disegnare. Città amatissima dallo stilista, fu lì che volle che fossero sparse le sue ceneri, nei locali giardini Majorelle, progettati, insieme alla villa color indaco, dall’artista francese Jacques Majorelle nel 1931. Con uno sviluppo di 400 metri quadri, lo spazio museale sarà dotato di un’area espositiva permanente e di una galleria destinata a mostre temporanee; a queste funzioni si aggiungeranno una biblioteca, un auditorium, una libreria e una caffetteria.

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