Quali riforme strutturali per la Francia ?

In una nota chiamata “Le riforme strutturali in Francia: impatto sulla crescita e opzioni per l’avvenire”, presentata il 17 ottobre dal Sig. Angel Gurria, Segretario generale dell’OCSE, al Presidente della Repubblica francese, in occasione di un incontro tra il Governo francese e i dirigenti delle organizzazioni internazionali, l’OCSE indica che le riforme avviate o annunciate avranno un effetto significativo sulla produttività e la competitività.

Nell’incremento della crescita che ne risulterà sarà anche compreso un aumento dell’occupazione. In generale, l’attuazione completa delle riforme strutturali avviate o annunciate in Francia, avrebbe un impatto supplementare di un terzo sulla potenziale crescita economica annuale, sia un aumento di 0,4 punti all’anno su 10 anni, secondo l’OCSE.

Le riforme avviate vertono su :

La diminuzione degli obblighi di regolamentazione sulla concorrenza (choc di semplificazione, prime misure sulle professioni regolamentate). Il miglioramento del mercato del lavoro con, soprattutto, la riduzione del cuneo salariale da parte del CICE ed il patto di responsabilità e solidarietà, la riforma dell’assicurazione per la disoccupazione, le politiche attive del mercato del lavoro). Il miglioramento strutturale del sistema fiscale (imposizione delle aziende, tassa carbone, aumento dell’ IVA, sgravio dell’imposta sul reddito).

Il potenziale della riforma di gestione delle aree metropolitane (Parigi, Aix – Marsiglia). Per quanto riguarda le riforme annunciate, l’essenziale – lo si sa – riguarda le riduzioni delle barriere di regolamentazione della concorrenza nelle industrie di gas e elettricità e le professioni regolamentate.

Perché questi miglioramenti siano acquisiti, è necessario che le misure del Patto di Responsabilità e Solidarietà vengano pienamente attuate. Stessa cosa vale per le riforme avviate per la semplificazione amministrativa, per il sistema fiscale e l’organizzazione territoriale.

Angel Gurria, Segretario generale dell’OCSE, valuta positivamente le riforme avviate ma allo stesso tempo sottolinea che « la ripresa tanto attesa potrà accelerarsi solo con il proseguimento delle riforme, per continuare a ristabilire la fiducia, per realizzare pienamente un aumento della produttività ed un miglioramento della competitività. Mettere l’economia francese sulla strada di una crescita ancora più significativa, ma anche più inclusiva, vuol dire rinforzare le riforme strutturali iniziate fin dal 2012 » .

Ricordiamo anche che la Francia è una delle prime cinque economie mondiali per il suo PIL, soprattutto grazie ad alcuni settori con una forte componente tecnologica (difesa, settore manifatturiero di alta e media tecnologia, aeronautica, nucleare). Alcuni rami industriali hanno un vantaggio tecnologico notevole nel mondo.

La Francia è anche un paese con un modello sociale particolarmente sviluppato, che possiede dei vantaggi innegabili. Il livello di educazione della popolazione è aumentato significativamente nel corso degli ultimi tre decenni, e il livello di diseguaglianza dei redditi è relativamente basso rispetto ad altri paesi dell’OCSE grazie ai meccanismi di ridistribuzione. D’altronde, questo livello d’inegualità è stata relativamente stabile sul lungo termine. La Francia ottiene infine dei buoni risultati in numerosi indicatori di benessere.

Tuttavia, oggi, 6 anni dopo l’inzio della crisi economica, la crescita resta debole con lo 0.4% previsto nel 2014 e, al meglio delle ultime previsioni dell’OCSE, arriverà all’1% nel 2015.

La Francia affronta quindi al momento una sfida importante, quella di dover migliorare in modo considerevole la propria competitività e la propria crescita potenziale a medio termine, per trasformare così i propri strumenti economici e sociali e preservare i “vantaggi” acquisiti in un contesto dei forti pressioni sulle finanze pubbliche.

Le riforme strutturali avviate oggi definiranno la produttività del paese di domani ed il suo posto nell’economia mondiale.  Gli studi convergono sullo stesso punto e mostrano come le riforme prioritarie da avviare in Francia per migliorare la competitività delle imprese appartengano a quattro settori :

  1. Ottimizzare la concorrenza sul mercato di beni e servizi.
  2. Migliorare il funzionamento del mercato del lavoro.
  3. Assicurarsi che la struttura del sistema fiscale nel suo insieme limiti le distorsioni che pesano sull’andamento produttivo e la produttività del paese.
  4. Semplificare l’organizzazione territoriale della Francia.

Dal 2012, il governo ha attivato o annunciato delle riforme importanti nei quattro ambiti interessati. Come precisato precedentemente, le stime dell’OCSE dimostrano che l’insieme di queste riforme potrebbero aumentare in maniera graduale la crescita potenziale di un quarto sui 5 anni a venire e di un terzo sui prossimi 10 anni.

Ciò rappresenta un aumento della crescita media dell’ordine di 0,3 punti all’anno su 5 anni e quasi 0,4 punti all’anno su 10 anni. Questo aumento della crescita verrà in parte realizzato attraverso un incremento dell’occupazione. Tutte queste misure, insieme, creano delle sinergie tra loro, e permetteranno – ci dice l’OCSE – di restaurare la fiducia e un clima favorevole all’investimento.

Philippe-Henri Latimier du Clésieux, Ph.D.

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