Quale normativa europea per l’internet degli oggetti?

Roaming e sblocco delle carte SIM, sono al centro delle consultazioni dell’ufficio europeo regolatore delle comunicazioni elettroniche.

“È proprio perché sappiamo che un’auto non è un cellulare che avvertiamo il bisogno di una regolamentazione specifica per l’internet degli oggetti”, ha sottolineato Cara-Schwarz-Schilling, Presidente dell’authority per le comunicazioni tedesca, presentando il rapporto dell’Organismo Europeo per le Comunicazioni Elettroniche (BEREC), il 15 ottobre a Bruxelles.

Secondo gli organi della polizia postale europea, le comunicazioni “Machine to Machine” (M2M), configurano principalmente tre grandi questioni di regolazione nell’immediato: le tariffe di roaming da applicare agli oggetti mobili, la possibilità di cambiare gestore così come la proprietà e la protezione dei dati, senza la quale “non ci sarà la fiducia dei consumatori”.

“La questione del roaming é essenziale per l’industria che utilizza l’internet degli oggetti”, rileva Danielle Jacobs, Presidente dell’International Telecomunications Users Group (INTUG). “I container, le auto, i sistemi di controllo dei vaccini…sono utilizzati dappertutto”. E l’influenza del roaming può essere determinante. “Ultimamente cinque dei nostri collaboratori sono rimasti seriamente scioccati dall’aumento a 17 €/MB, negli Emirati Arabi”, spiega Danielle Jacobs.

La nuova legislazione europea che eliminerà i costi del roaming da metà 2017, non fa distinzione tra le comunicazioni “persona a persona” e tra macchine, rileva il BEREC. “Occorrerebbe la predisposizione di un quadro normativo efficace”, afferma il Presidente dell’INTUG.

Secondo grande cantiere in prospettiva: liberare gli oggetti dai gestori di utenza. A questo scopo, bisognerebbe dare la proprietà delle carte SIM alle imprese che producono gli oggetti connessi, o piuttosto semplificare il cambiamento dei fornitori a distanza (over the air)? I regolatori pongono la questione alle imprese.

Per Robert Pepper, vice Presidente di Cisco, è tuttavia un finto problema. “La maggior parte degli oggetti connessi, non hanno bisogno delle carte SIM, utilizzando il wi-fi”, ed aggiunge che se il 50% delle apparecchiature con indirizzo IP saranno degli oggetti connessi in Europa nel 2019, secondo le previsioni di Cisco, “la metà saranno in case “intelligenti”.

Ugualmente per i bisogni di connettività sovrastimati dai gestori telefonici. “Nel 2019 il M2M rappresenterà il 40% delle connessioni ma solamente il 3% della consumazione dei dati”, afferma Robert Pepper.

Di fatto dinanzi all’eterogeneità dei bisogni del settore, l’ufficio regolatore delle comunicazioni resta prudente nelle sue conclusioni. Il BEREC applica la massima antica “nel dubbio, astieniti”, come riassume il Professor Thomas Hoeren, che dirige il Dipartimento di telecomunicazioni e media dell’Università di Münster.

Giovanni D’Avanzo

Nessun Commento

Lascia un commento