Palazzo Grassi, Fondazione François Pinault

Venezia, Palazzo Grassi: l’emblema della passione collezionista dell’uomo d’affari e miliardario francese Fançois Pinault. Il maestoso edificio, situato sul Canal Grande, è uno dei fiori all’occhiello della città dei dogi e uno dei più importanti e ultimi palazzi ad essere costruiti tra il 1748 e il 1772 a Venezia. Dal 1983 proprietà della famiglia Agnelli, è stato trasformato in un centro espositivo internazionale grazie agli architetti Aulenti e Foscari. È nel 2005 che François Pinault compera il palazzo agli Agnelli per la somma di 29 milioni di euro. In effetti in quell’anno, dopo aver rinunciato al progetto che prevedeva l’apertura della sua fondazione sull’ île Seguin a Boulogne-Billancourt, Pinault decide di stabilirsi a Venezia, proprio a Palazzo Grassi.

Esasperato dalla burocrazia che osteggiava l’avanzamento del suo progetto in Francia, l’uomo d’affari di origini bretoni scelse di delocalizzare la sua collezione a Venezia, che gli offriva un’opportunità unica e una visibilità internazionale straordinaria. In sei mesi, il palazzo è rinnovato dall’architetto giapponese Tadao Ando. In aprile 2006 la collezione è pronta per essere aperta al pubblico con il titolo “Where are we going?”. Tutti accorrono all’inaugurazione! Cena luculliana e accoglienza grandiosa accompagnano questa première.

Non si deve dimenticare che la città di Venezia, inoltre, ogni due anni accoglie la Biennale d’Arte Internazionale, dove tutti i paesi del mondo sono rappresentati dai loro artisti per confrontarsi sulla scena mondiale dell’arte. François Pinault ha trovato, sui 5000 mq di palazzo Grassi, un teatro d’eccezione che gli permette di mettere in valore la sua collezione in condizioni di visibilità ottimali.

Il miliardario francese è un appassionato di arte moderna e contemporanea sin dalla fine degli anni ’80. La sua collezione, costituita di quadri, sculture, installazioni, video e fotografie vanta pezzi appartenenti ai vari movimenti del ‘900 come l’arte povera, il minimalismo, la pop art e la post-pop art, con opere di artisti conosciuti a livello mondiale: Carl André, Maurizio Cattelan, Urs Fischer, Da Flavin, Lucio Fontana, Damien Hirst, Pierre Huyghe, Donald Judd, Jeff Koons, Bertrand Lavier, Piero Manzoni, Mario Merz, Takashi Murakami, Rudolf Stingel, Charles Ray, Mark Rothko, Cy Twombly, Andy Warhol, e molti altri tra cui il pittore francese Martial Raysse, a cui è stata dedicata la mostra proposta in occasione della Biennale di Venezia 2015 e per quale il collezionista ha un’ammirazione particolare. Per assicurare l’organizzazione delle sue mostre, Pinault si rivolge a Caroline Bourgeois, autorità nell’ambito dell’arte contemporanea.

L’avventura di questo uomo d’affari divenuto uno dei più importanti collezionisti d’arte al mondo non si ferma a Palazzo Grassi. Venezia è divenuta per lui un’ancora indispensabile per la sua passione. Estende dunque il suo territorio nel 2007, con l’ottenimento di una concessione trentennale sullo spazio della Punta della Dogana, battendo la Fondazione Guggenheim, in lizza anch’essa per la concessione. Pinault ha saputo attirarsi i favori della città in una negoziazione non facile. I lavori, affidati ancora una volta al giapponese Ando, specialista della luce e del cemento, durano due anni. Il luogo è eccezionale e monumentale. Passato e presente si mescolano in un’architettura che sottolinea la grandezza dei luoghi. 5000 mq tra il Canal Grande e il Canal della Giudecca, all’estremità del quartiere di Dorsoduro. Questo nuovo spazio è inaugurato nel 2009, con una mostra dedicata agli artisti della collezione Pinault.

Nel 2012 la superficie espositiva si allarga ancora di 1000 mq con il Teatrino, adiacente a Palazzo Grassi, luogo dedicato a incontri e a spettacoli. Un totale di 11000 mq, tra Teatrino, Punta della Dogana e Palazzo Grassi per presentare una collezione di 3000 opere.

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