La nuova cartina geografica delle regioni francesi

Il 17 dicembre è stata definitivamente adottata dall’Assemblea Nazionale la riforma territoriale, che prevede la riduzione del numero delle regioni. La riforma, voluta dal presidente François Hollande entrerà in vigore nel 2016 e prevede la fusione/creazione di sette nuove regioni, riducendone così l’attuale numero da 22 a 13. Il paese si avvia dunque alla decentralizzazione che permetterà il trasferimento delle competenze amministrative dello stato verso le collettività locali. L’obiettivo principale è quello di ridurre la spesa pubblica. Il governo prevede di risparmiare 15 miliardi di euro da qui al 2017.

La Francia conta oggi 101 dipartimenti, 36.700 comuni, 22 regioni e 2600 raggruppamenti intercomunali. Il paese è strutturato su quattro livelli amministrativi che condividono le stesse competenze: comuni, comunità di comuni, dipartimenti e regioni. Questo insieme di livelli viene rappresentato con l’espressione “millefeuille territorial”. Si tratta di un sistema complesso e difficile da sostenere sul piano dell’efficienza e del sostentamento economico. La fusione delle regioni permetterà dunque un risparmio economico considerevole tenendo presente che si andrà a tagliare sui cosiddetti impieghi doppioni e sulla rappresentanza elettorale.

Le regioni francesi avranno la taglia equivalente alle altre regioni d’europa e saranno capaci di costruire delle strategie territoriali. A questo proposito infatti, le regioni disporranno di competenze allargate e di strumenti adeguati per accompagnare e sostenere le imprese. Diventeranno la sola autorità competente per sviluppare le politiche di formazione e impiego. Potranno intervenire nei trasporti. Gestiranno le scuole e i collegi. Saranno responsabili dei grandi lavori infrastrutturali e disporranno dei mezzi finanziari propri e dinamici.

In termini economici, la nuova cartina regionale francese si presenta abbastanza equilibrata in termine di crescita e PIL. Eccezione fatta per la regione “Centre” che ha un PIL di 67 miliardi di euro e la Corsica con un PIL di appena 8 miliardi, la maggior parte delle regioni si attestano nella media tra i 100 e i 150 miliardi di PIL. Le due più importanti regioni per PIL sono l’Ile de France con un PIL di 612 miliardi di euro, pari a un terzo del PIL nazionale, e la nuova futura regione Auvergne-Rhône-Alpes con un PIL di 231 miliardi.

Unione e fusione dei PIL delle sette nuove regioni

  • Rhône-Alpes e Auvergne : 231 miliardi di euro
  • Aquitaine, Limousin et Poitou-Charentes : 153 miliardi di euro
  • Nord-Pas-de-Calais e la Picardie : 149 miliardi di euro
  • Alsace, Lorraine e Champagne-Ardenne : 147 miliardi di euro
  • Midi-Pyrénées e Languedoc-Roussillon : 144 miliardi di euro
  • Bourgogne e Franche Comté : 71 miliardi di euro
  • Haute-Normandie e Basse-Normandie : 86 miliardi di euro

Sei regioni rimarrano invariate

  • Ile-de-France : 612 miliardi di euro
  • Provence-Alpes-Côte d’Azur : 142 miliardi di euro
  • Bretagne : 86 miliardi di euro
  • Pays de la Loire : 101 miliardi di euro
  • Centre : 67 miliardi di euro
  • Corse : 8 miliardi di euro

Sources : INSEE, GOUVERNEMENT

Edoardo Secchi

 

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