Kartable: digitale ed insegnamento al servizio degli studenti

Il sito di lezioni ed esercizi on-line, dalla « sixième à la terminale », ha messo in commercio una nuova versione e rivendica un milione di utilizzatori, ovvero il 20% degli alunni e liceali francesi. Un successo nel settore dell’e-education…anche se il corpo insegnante resta in parte scettico ed ostile.

Kartable riuscirà a sostituire i manuali scolastici? È l’obiettivo di questa start-up creata da due ex-alunni di HEC di 29 anni, Julien Cohen-Solal e Sarah Besnaïnou. Partendo dal presupposto che “mancava un sito completo e gratuito per aiutare alunni e liceali a studiare”, i due imprenditori hanno lanciato Kartable.fr. Il sito si definisce, come “prima raccolta on-line, di risorse parascolastiche, conformi ai programmi ufficiali, coprenti tutte le classi dalla “sixième à la terminale”.

Già utilizzata da un allievo su cinque in Francia

Dotato di un design sobrio e moderno, la piattaforma rispiega i programmi scolastici a sostegno di corsi, quiz ed esercizi preparati da una comunità di 200 professori, di cui 50 regolari o “referenti”. Un’organizzazione che assomiglia a quella di Wikipedia. Per ogni materia, riuniamo un equipe di professori che definiscono corsi ed esercizi, capitolo per capitolo. In seguito un’altra equipe redige i contenuti, i nostri grafici producono le illustrazioni pedagogiche, e tutto ciò è riletto all’interno, e convalidato dai nostri professori “referenti”, precisa Sarah Besnaïnou, cofondatrice e direttrice editoriale.

Il sito ricopre 12 materie: matematica, francese, storia, geografia, fisica, chimica, scienze della vita e della Terra, scienze economiche e sociali, inglese, spagnolo, filosofia e letteratura. Per gli allievi, Kartable rappresenta un’alternativa pratica ai manuali, uno strumento “meno vincolante”, e “più simpatico dei libri”, secondo Hugo, studente in prima ES a Parigi. Il suo punto forte? Adattarsi alle nuove usanze di una generazione iper connessa. “Ci dicono spesso che ci limitiamo a mettere su internet dei contenuti che possiamo trovare nei manuali scolastici. Ma sottostimiamo l’ostacolo che rappresenta l’apertura di un libro, per uno studente o liceale nel 2015”, afferma Julien Cohen-Solal, Presidente, cofondatore e direttore tecnico della start-up.

Le cifre gli danno ragione. La start-up rivendica un milione di utilizzatori regolari alla riapertura delle scuole di quest’anno. Ovvero, un allievo o liceale su cinque utilizzerebbe il servizio almeno una volta al mese. Un’ottima performance, tanto più che la start-up “non ha investito un euro” nella comunicazione e nel marketing. Da qui alla fine dell’anno scolastico 2015-2016, i due imprenditori, molto ambiziosi, puntano ad uno studente su due in Francia.

Plebiscito tra gli studenti, professori tra entusiasmo moderato e dichiarata ostilità

Su Facebook e Twitter, i ritorni di studenti e liceali sono spesso ditirambici. “Kartable salva delle vite”, scriveva Milobellus (@Adm-Dkt) su Twitter, il 19 giugno scorso. Dopo le sue prove di “baccalauréat”, Lucas (@LucasMartinet) postava: “Due sconosciuti hanno salvato il mio diploma di SES, #lafrancequejaime”. L’efficacia e la semplicità del sito sembra fare centro. “Ho letto un capitolo di SVT su Kartable, in 5 minuti ho appreso più che in un anno”, postava Schnecke Eater (@coconus98), il 17 settembre.

I professori sono un po’ più mitigati. Certi vi trovano una buona iniziativa, come Maria D, 31 anni, prof di fisica al liceo nell’Essonne: “Certo, nulla rimpiazza la pedagogia e lo scambio. E Kartable non mi appare adatto agli allievi più deboli e più sfavoriti, come quelli che non hanno Internet a casa. Ma la maggior parte dei miei alunni sono molto a loro agio con Internet, molto più che con i manuali scolastici. Se Kartable li aiuta a studiare ed a apprendere quando rientrano a casa, allora è uno strumento utile. Da quello che ho potuto notare, i corsi sono corretti, é rassicurante sapere che sono preparati da professori”.

Numerosi insegnanti restano refrattari, del tutto ostili. Lo scetticismo nei confronti delle nuove usanze digitali, portato a rivoluzionare i metodi d’insegnamento, ha un ruolo. Specialmente di fronte ad un servizio, pensato da due ex alunni di HEC, senza CAPES (diploma di abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie) né “agrégation” (titolo e concorso a cattedra per l’insegnamento nelle scuole secondarie e nelle classi di preparazione per grandes écoles), ritenuti come disconnessi dalla pedagogia. Più imbarazzante, altri professori colpiscono la qualità dei contenuti. Infastidito dalle buone critiche della stampa, al momento dell’investimento di 1,2 miliardi di euro nell’ottobre scorso nel fondo Partech Ventures e business angels, il social network Neoprofs, si é armato di un biglietto glaciale nei confronti del sito.

I professori di questa comunità, lo considerano “infarcito di errori, di approssimazioni”, e di “riassunti semplicistici”, specialmente nelle materie letterarie. “Ho rischiato di svenire leggendo questo groviglio di stupidaggini ed anacronismi – Montaigne è considerato come uno dei fondatori dell’introspezione e del culto del Moi… si arriva alla catastrofe”, afferma un insegnante di lettere. Il forum brulica di esempi di questo tipo, i quali per lo più attaccano la versione precedente del sito, prima del rifacimento nel maggio 2015.

Julien Cohen-Solal e Sarah Besnaïnou lavorano a più non posso per arricchire i loro contenuti. La start-up conta ad oggi, 14 dipendenti. Nove formano l’equipe tecnica, cinque sono dei “tutori”, incaricati all’elaborazione dei contenuti. “Dovremmo recrutare almeno altre cinque persone nei prossimi mesi, per rinforzare l’equipe editoriale”, indica Sarah Besnaïnou. Poiché i due imprenditori, che si definiscono come “appassionati dalle tecnologie, sensibili alle sfide dell’istruzione”, nutrono delle grandi ambizioni per Kartable. Il sito dovrebbe presto ricoprire anche i programmi della “primaire”. “Questo servizio sarà pensato per i bambini, ma anche per i genitori che li accompagnano”, précisa la cofondatrice.

Kartable vuole soprattutto trovare il suo modello economico. Nonostante la sua enorme audience, il sito non produce ancora nessun profitto. E a questo scopo: come guadagnare attraverso un servizio completamente gratuito e senza pubblicità? “È stato sempre fuori questione l’introduzione della pubblicità, e questo non cambierà” – afferma Julien Cohen-Solal, ed aggiunge – “Ciò sarebbe completamente contro produttivo, poiché la pubblicità sarebbe una distrazione per gli studenti. I nostri investitori l’hanno ben capito”. Per guadagnare – infine – dei soldi e non dipendere più dai finanziatori, la start-up punta su di un modello “premium”, lanciato nel maggio scorso. Ha la forma di un abbonamento al costo di 20 euro annuali, ovvero “il costo di un libro scolastico”. Questo “pass”, pagato senza dubbio dai genitori, permette di scaricare i corsi in PDF e di stamparli. Dà inoltre accesso a tutti i contenuti attraverso un’application (in versione mobile e tablet), senza aver bisogno di una connessione internet; l’idea di poter lavorare dappertutto, compreso negli autobus e nei metro.

Kartable nei tablets di François Hollande?

Se l’obiettivo d’audience a medio termine è di toccare uno studente su due, i due fondatori lavorano anche su altre piste. Con il rischio di “digitalizzare” i manuali scolastici, perché non convincere l’Éducation Nationale ad utilizzare Kartable come strumento educativo per tutti gli studenti?

“Ad oggi, Kartable, è un completamento ai manuali scolastici, ma domani potrebbe essere utilizzato dai professori in classe”, afferma Julien Cohen-Salal. L’annuncio, nel maggio scorso, del piano digitale nelle scuole, da parte di François Hollande, ha suscitato grande interesse nei due imprenditori, che sognano che Kartable sia installato nei tablet, che il Presidente vuole distribuire agli allievi.

“Presto si venderanno meno testi scolastici, bisogna pensare alla scuola di domani”, aggiunge Julien-Cohen Salal. Una rivoluzione digitale, alla quale Kartable, che rimpiange “un deficit di modernità” del “nobile insegnamento”, considera bene di partecipare.

Giovanni D’Avanzo

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