Internet degli oggetti: il gruppo Seb vuole rendere il 50% dei suoi prodotti connessi

Il gruppo Seb, che detiene una ventina di marchi tra i quali Tefal, Moulinex, Rowenta e Calor, metterà in commercio uno o due prodotti connessi nei prossimi anni. A cominciare da novembre con il suo pezzo da novanta, la friggitrice Actifry.

Il gruppo Seb fa parte di quei gruppi industriali che hanno velocemente capito il potenziale dell’internet degli oggetti. A partire dal 2013, il gruppo ha lanciato un vasto programma di ricerca, nominato Open food system, in partecipazione con le grandes écoles, poli di competitività, laboratori e start-up. Questo programma d’innovazione, unisce una comunità di 1300 persone e 900 dipendenti in R&D, e permette di testare numerosi oggetti e servizi connessi. La data di scadenza è prevista per giugno 2016.

Fin d’ora, il gruppo trae vantaggio dagli insegnamenti di questi esperimenti e comincia ad iniettare della “connessione” nella sua gamma di prodotti. Nel 2012, la marca faro del gruppo produceva il robot da cucina intelligente Cookeo, sul quale è possibile installare ricette tramite pennetta USB, pronte a guidare passo dopo passo. Una versione connessa via Bluetooth, Cookeo Connect, ha completato la gamma nel dicembre 2014. Ed il suo lancio commerciale ha soddisfatto SEB. “Tre mesi dopo la messa in commercio, la versione connessa rappresentava il 20% delle vendite”, si rallegra Christophe Leblan, Direttore Marketing presso SEB. “L’applicazione é stata scaricata 60 000 volte”. Stesso successo per “Cuisine Companion” di Moulinex, un robot da cucina connesso. “Il target di consumatore è differente da quello che compra solitamente i nostri prodotti”, spiega il Responsabile Marketing.

Il gruppo Seb continuerà dunque a proporre versioni intelligenti dei propri oggetti faro, “uno o due per anno”, precisa Christophe Leblan. E ciò può sembrare ristretto per una sociètà che produce 200 nuovi prodotti ogni anno. Inoltre il suo Responsabile Marketing prevede che “il 50% degli elettrodomestici da cucina saranno connessi” in un futuro prossimo.

Ed in seguito? Il gruppo prepara delle innovazioni in uno spazio creativo e di proto tipizzazione, il Seb Lab, impiantato a Dardilly, nella regione lionese. L’open innovation è comunque sempre sott’occhio: il gruppo ha in effetti investito in una dozzina di start-up attraverso il fondo Seb alliance. “Per noi l’innovazione deve unire design, marketing e ricerca, e rispettare quattro componenti: contenuto, connettività, interazione ed apertura”, sintetizza Karim Houni, Chef del progetto innovazione.

Seb ha fatto la scelta della gratuità per i contenuti e le applicazioni mobili che funzionano con i suoi prodotti connessi. Ma non esclude d’optare verso un modello ad abbonamento. “Riflettiamo su questa questione, ma bisogna considerare il costo dello sviluppo, e sapere come apportare del valore”, precisa Karim Houni, “in sintesi, trovare il buon business model”.

Attraverso il progetto Eurekook, il gruppo esegue attualmente degli esperimenti in Borgogna riguardo un sistema di locazione per piccoli elettrodomestici. Fornirà un servizio di coaching dietetico agli utilizzatori del Actifry (gratuito, non come il suo concorrente Terraillon) e sviluppa già i suoi contenuti e libri di ricette “intelligenti”. Non propriamente una novità, poiché dal 1953, la super pentola di Seb era venduta con i libri di ricette di Françoise Bernard, divenuto un classico della cucina tradizionale.

Giovanni D’Avanzo

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