Il sistema francese dell’insegnamento superiore: Universités e Grandes Écoles

Il sistema francese dell’insegnamento superiore (enseignement supérieur) è sicuramente uno dei più antichi e prestigiosi al mondo. Le sue origini risalgono alla fondazione della Sorbona di Parigi (inizi del XIII secolo) ma nel corso del tempo è stato interessato da una storia travagliata che lo ha visto periodicamente oggetto di profonde trasformazioni. Nonostante in tempi più recenti siano intervenute diverse riforme (in particolar modo quelle volte all’armonizzazione nel contesto europeo), negli ultimi quarant’anni i principi fondanti sono rimasti sostanzialmente immutati: un sistema prevalentemente pubblico (per circa l’85%), accessibile, devoto all’alta qualità dell’insegnamento e integrato alle strutture nazionali di ricerca.

Attualmente esistono in Francia circa 3500 istituti formativi, che propongono a più di 2 milioni di studenti ogni genere di profilo didattico (professionale, accademico e di ricerca). Una complessa varietà che può essere risolta distinguendo tra due tipologie distinte di strutture: le universités e le grandes écoles. Le prime sono le dirette discendenti delle antiche università medievali: gestite e finanziate direttamente dallo Stato, sono oggi distribuite su tutto il territorio nazionale e, grazie all’applicazione delle direttive contenute nella Dichiarazione di Bologna del 1999, presentano un’offerta formativa omologata a quelli degli altri paesi europei e basata sul sistema ECTS (European Credit Transfert and Accumulation System). Si tratta del cosiddetto schema LDL (licence-master-doctorat), organizzato su tre livelli di specializzazione.

Licence (L). Accessibile subito dopo il baccalauréat (che, colloquialmente abbreviato BAC, corrisponde al diploma italiano di scuola secondaria di secondo grado), dura tre anni, equivale ad una laurea triennale e conferisce 180 crediti formativi europei.

Master (M). Accessibile dopo la licence, dura due anni aggiuntivi, equivale alla laurea specialistica/magistrale e conferisce 120 crediti formativi. Da notare che in Francia viene fatta una distinzione tra master I e master II: quest’ultimo indica infatti l’accesso al secondo anno, quando viene offerta agli studenti la possibilità di scegliere tra un percorso professionel (rivolto all’inserimento nel mondo del lavoro) ed un percorso recherche (predisposto alla ricerca).

Doctorat (D). Equivalente al dottorato italiano e al Ph.D anglosassone, è accessibile dopo un BAC+5, dura tre anni (durante i quali viene elaborato il lavoro di tesi) e conduce al titolo di docteur, il più prestigioso nella gerarchia universitaria. Una formazione che in Francia è offerta da quasi 300 écoles doctorales, strutture per lo più interuniversitarie e spesso integrate a centri ed istituti di ricerca.

Accanto a quest’organizzazione formativa che copre le discipline “tradizionali” (studi umanistici, scienze sociali e scienze esatte), alcune università offrono anche un cammino maggiormente professionalizzante, che, passando da percorsi di studio triennali, si caratterizza per un precoce contatto col mondo del lavoro (tramite stage e apprendistati) e permette l’ottenimento di quella che viene definita una licence professionelle (dotata dello stesso valore legale di una licence).

Un discorso a parte riguarda invece gli studi di medicina, odontoiatria e farmacia: questi possono durare dai 6 agli 11 anni, seguono percorsi del tutto peculiari e sono assicurati dalle università in collaborazione con i centres hospitaliers universitaires, strutture ospitate nei maggiori ospedali del paese.

Il sistema universitario sopra descritto si caratterizza per l’estrema accessibilità, sia sociale che territoriale. La Francia offre infatti uno degli insegnamenti superiori tra i meno costosi al mondo: la retta per l’anno accademico 2012/2013 consisteva di 181 euro per la licence e 250 euro per il master, con una spesa mensile totale (alloggio, ristorazione, servizi etc.) che, grazie ai vantaggi derivati dallo status di studente, è stimata in media sugli 800 euro (dati Campus France, Agenzia per la promozione universitaria). Inoltre la presenza sul territorio è capillare: 83 università in totale (di cui 13 nell’area metropolitana di Parigi), alcune delle quali raggruppate in agglomerati regionali (communautés d’universités et établissement) con lo scopo di aumentarne visibilità internazionale e favorire l’integrazione delle strutture di insegnamento e di ricerca.

La seconda (ed assolutamente peculiare) componente del sistema francese dell’insegnamento superiore consiste nelle grandes écoles: un insieme eterogeneo di istituti di eccellenza (circa 500), nati con l’obiettivo di fornire al paese i quadri dirigenti politici, amministrativi ed economici e di garantire un’adeguata formazione alle più brillanti menti in ambito tecnico e scientifico. Dato proprio l’altissimo livello di formazione, l’ingresso nelle “grandi scuole” francesi è però estremamente selettivo ed avviene nella maggior parte dei casi tramite concorso. La difficoltà di questi test d’ammissione è tale che lo Stato organizza dei corsi preparatori (classes préparatoires) della durata di almeno due anni: l’eventuale ammissione in una grande école garantisce però, una volta avvenuto l’inserimento nel mondo del lavoro, prospettive remunerative generalmente più gratificanti rispetto a quelle prospettate dall’uscita dalle università tradizionali.

Parte del sistema delle grandes écoles è pubblico: in questo caso gli studenti ammessi hanno diritto a salari che toccano i 1300 euro mensili ma allo stesso tempo si impegnano a servire come funzionari statali per un certo numero di anni dopo la laurea (come accade per la prestigiosa Ėcole Normale Supérieure, per l’Ėcole Polytechnique, nelle scuole militari o all’Ėcole Nationale d’Administration). In tempi recenti il numero delle “grandi scuole” è poi notevolmente aumentato, a causa del proliferare delle écoles de commerce (equivalenti al modello anglosassone di business school) e delle écoles d’ingénieurs: in gran parte private, se ne contano più di 400, con rette d’iscrizione che vanno da alcune centinaia di euro fino a oltre 30000 euro per le più rinomate.

Sotto l’etichetta di grandes écoles sono poi inclusi altri istituti di vario genere, come le scuole di arte e design, di architettura, di musica, di veterinaria o gli istituti di studi politici (tra cui il prestigioso SciencePo di Parigi). Il periodo di studi in una “grande scuola” dura sempre cinque anni ed equivale ad un BAC+5 e gli istituti appartenenti alla Conférence des grandes écoles (associazione raggruppante circa 200 di queste scuole) sono inoltre autorizzati dallo Stato ad emettere diplomi di secondo livello assai specializzati, quali il mastère spécialisé (MS) ed il mastère en science (Msc), i cui corsi sono spesso tenuti in lingua inglese.

Concludendo, non esiste una definizione legale per “grande école” ed il termine viene utilizzato per indicare tutti gli istituti formativi di eccellenza con severi criteri di selezione (tali da richiedere un corso preparatorio); anche se negli ultimi anni alcune scuole private, pur inserendosi nella categoria, propongono modalità d’ingresso facilitate.

Un ultima parola merita infine di essere spesa riguardo il Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS), che sebbene cada al di fuori del sistema dell’insegnamento superiore intrattiene con esso uno stretto legame di collaborazione integrata (dipendendo entrambi dal Ministère de l’Enseignement supérieur et de la Recherche). Con più di 30000 dipendenti, circa 800 milioni di euro di risorse annuali spendibili in attività di ricerca ed una struttura composta da 10 istituti specializzati, il CNRS è la più grande agenzia scientifica europea ed una delle più importanti al mondo.

Tommaso Casalone

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