Il piano di privatizzazioni del Governo Macron

Daisy Boscolo Marchi
Daisy Boscolo Marchi

Storicamente conosciuta per il massiccio intervento di nazionalizzazioni che ha caratterizzato il paese, in Francia le privatizzazioni fanno da sempre discutere.

Lunedì 18 giugno, il Consiglio dei Ministri ha presentato l’ormai celebre “Loi Pacte”: si tratta di una legge il cui obiettivo sarebbe quello di aumentare la crescita delle piccole e medie imprese e che prevede molteplici misure, tra le quali quelle più discusse sono, senza dubbio, quelle in tema di privatizzazioni.

La storia delle privatizzazioni in Francia

Quella del 2018 non è certo la prima ondata di privatizzazioni in Francia: già a metà degli anni ’80, il governo della “cohabitation” guidato da Jacques Chirac diede il via all’operazione di privatizzazioni più larga della storia dopo l’elezione alla presidenza di François Mitterrand. Le banche Paribas e Société Générale furono vendute dallo Stato, proprio come Saint-Gobain, e i gruppi Matra e Suez. Dopo qualche anno, anche il governo di stampo socialista di Michel Rocard aprì alla privatizzazione della Renault. Poi, nel corso dei successivi venti anni, governi di desta e di sinistra, spinti dal liberismo economico a carattere europeo, hanno continuato il movimento, privatizzando parzialmente o interamente imprese come Air France, Total, France Telecom, Thomson e Autostrade.

Il piano di privatizzazioni di Bruno Le Maire

Il piano di privatizzazioni presentato in questi giorni presenta un raggio d’azione più ristretto e coinvolge nello specifico tre società: Aéroports de Paris (ADP), la française des jeux (FDJ) e il gruppo energetico Engie. Il numero delle società coinvolte appare dunque residuo, ma la sensazione è che tali società vengano percepite dall’opinione pubblica come aventi un’importanza strategica irrinunciabile. Il Ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, in molteplici occasioni, ha cercato di rassicurare i francesi sottolineando come lo stato “non sia destinato a gestire aziende competitive al posto di azionisti che hanno le competenze e il know-how per farlo meglio di lui” aggiungendo che l’idea del Governo sarebbe quella di assicurare allo Stato la sua posizione di “stratega” solo nell’ambito dei servizi pubblici essenziali come quelli offerti da SNCF, dalle Poste e dalle società attive in ambito di nucleare e difesa.

L’obiettivo principale: superare le soglie minime di partecipazione dello Stato imposte per legge

La legislazione attualmente in vigore in Francia obbliga lo Stato a detenere delle soglie minime di capitale in tali società. Le azioni attualmente detenute dallo stato in ADP ed Engie valgono 16,7 miliardi di euro. Per quanto riguarda la FDJ è controllata dallo Stato per il 72%. Il Ministero dell’Economia ha stimato che in totale, una vendita di tutte le azioni pubbliche in questi gruppi potrebbe portare guadagni tra i 15 e i 19 miliardi di euro per i conti nazionali. La legge attualmente in vigore stabilisce dunque che lo Stato francese:

  • Non ha il diritto di scendere al di sotto del 50% in ADP (oggi detiene il 50,6%)
  • Non può detenere meno di un terzo di Engie
  • Non può intervenire modificando la sua partecipazione in FDJ.

L’obiettivo di base della Loi Pacte è l’eliminazione di tali soglie, aprendo la possibilità per lo Stato di cedere, a nome dell’apertura alla concorrenza, le sue azioni in queste società.

Riduzione del debito pubblico e investimenti

L’obiettivo principale è quello di recuperare fondi per continuare l’operazione di riduzione del debito pubblico e allo stesso tempo trovare fondi per dare una spinta all’’innovazione. Il Ministero dell’Economia assicura che la privatizzazione sarà accompagnata da un’attività regolamentare dello Stato, necessaria a garantire il proprio ruolo negli ambiti coinvolti da tali operazioni.

Il caso di Aereoport de Paris e le similitudini con il caso Autostrade

Il caso di ADP rappresenta un dossier delicato, proprio per la sua somiglianza con il caso di Autostrade nel quale, al momento della privatizzazione, lo Stato aveva perso anche possibilità di controllare l’evoluzione delle tariffe, comportando (non troppo a sorpresa) un forte aumento dei pedaggi che aveva colpito duramente i consumatori. Tale precedente, avrebbe portato il Ministero dell’Economia a prevedere alcuni meccanismi correttivi per il caso ADP, tra i quali, la possibilità di rivedere le tariffe ogni cinque anni sotto il controllo di un’autorità indipendente.
Infine, per quanto riguarda la privatizzazione della FDJ il Ministero dell’Economia si riserva la possibilità di prendere del tempo per un’analisi più approfondita: il primo passo potrebbe essere quello di creare una nuova autorità di controllo dei giochi.

Competitività delle imprese: un tema che divide l’opinione pubblica

Insomma, la posizione del Governo sarebbe quella di sostenere che la gestione delle imprese competitive non sia compito dello Stato. Le discussioni dovrebbero iniziare a settembre, portando a un dibattito in Parlamento in autunno. Considerato che più di un francese su due auspica che ADP e FDJ rimangano pubbliche, il dibattito promette di essere molto acceso.

Daisy Boscolo Marchi

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