Il piano “Bordeaux Domani”, per la riconquista dei mercati perduti

Ciò che caratterizza principalmente il mercato vinicolo degli Stati membri produttori è la sua frammentazione. Questo fenomeno si giustifica innanzitutto nella moltitudine di piccoli e medi produttori, ma anche nella politica di gestione del potenziale vinicolo orientata verso la difesa delle identità regionali.

Ciò permette di garantire la protezione e la qualità delle eccellenze locali tramite il rispetto di una serie di principi, riguardanti ad esempio:

  • Le aree di produzione.
  • Le caratteristiche varietali dei vitigni.
  • I metodi di cultura e di vinificazione.
  • Il tasso alcolico.

La concezione del sistema europeo delle appellazioni d’origine (concretantesi oggi per mezzo delle menzioni qualificanti AOP ed IGP) è senza dubbio ideale per promuovere i prodotti e le marche vinicole, ma siccome esistono numerose regioni europee viticole, la concorrenza è intensa e talvolta certe appellazioni ne fanno le spese in termini commerciali (indebolendosi o rimanendo circoscritte).

E stato questo il caso del mercato vinicolo di Bordeaux, la cui frammentazione si traduce nella difficoltà del consumatore ad orientarsi tra le centinaia di prodotti diversi ma comunque provenienti dallo stesso terroir. Per capire la portata di questo fenomeno, bisogna sapere che tra il 1995 ed il 2002 la regione di Bordeaux ha incrementato il proprio vigneto globale di oltre 10.000 ettari. Sicché, l’offerta si è frammentata tra numerose appellazioni, il che ha portato instabilità nel mercato economico. Da ciò è scaturita una lenta caduta dei prezzi, sicché è giustificata la necessità di modernizzare l’offerta di questi vini, che sono tra i più reputati al mondo.

Il piano « Bordeaux Domani », lanciato l’anno scorso con l’obiettivo della razionalizzazione dell’offerta, a permesso di restituire il prestigio che questi vini meritano nonché i margini di profitto ai viticoltori colpiti. Questo progetto ambizioso scommette in primis su una maggiore comprensione dell’offerta vinicola oggi praticata, tramite i seguenti interventi:

La migrazione di alcuni vini rossi mediocri verso la produzione di vini leggeri o rosati.
Un sostegno efficace alle migliaia di coltivazioni oggi esistenti, spesso sprovviste delle risorse sufficienti – e degli sbocchi adeguati – per vendere i loro prodotti.
L’intensificazione dei controlli di qualità.
La ridefinizione di strategie di comunicazione.
Tutte le altre proposte, sviluppate altresì con lo stesso piano di rilancio, riguardano le stesse sfide di promozione di un vigneto europeo prestigioso come quello di Bordeaux.

Queste proposte riguardano:

  • Lo sviluppo della vendita diretta dei vini.
  • La lotta contro la contraffazione, che ha superato le frontiere dell’UE-27.
  • Il rinforzo della competitività tramite una nuova politica di governance della filiera.
  • La revisione delle strategie di marketing, che deve riposare sui fondamentali del rispetto dell’ambiente, come lo sviluppo sostenibile.

Tra le misure concretizzatesi fino ad oggi, bisogna sottolineare il processo di riunione progressiva delle 24 cave cooperative attualmente esistenti nel Bordeaux, affinché nel 2016 esistano solo cinque grandi gruppi (rispetto alle 33 micro-cooperative recensite nel 2010). Ciò permettera di razionalizzare sensibilmente l’offerta vinicola di questa regione, conferendo un più alto tenore ai prezzi praticati. Infatti, il piano « Bordeaux Domani » interessa quasi il 40 % della produzione di vini d’appellazione, ovverosia più di duemila viticoltori, i quali coltivano una superficie pari a 25.000 ettari di vigna.

Domenico Cavallo

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