Google e Sanofi si alleano nella lotta contro il diabete

Con quest’accordo Sanofi entra a pieno titolo nella medicina del 3.0. Il laboratorio farmaceutico francese ha annunciato, lunedì 31 agosto, un’alleanza riguardo la lotta al diabete con la Divisione Life Sciences di Google. Mentre l’analisi dei dati inerente la vita reale dei pazienti è diventata una posta in gioco di primaria importanza per i laboratori, Sanofi conta sull’expertise del gigante americano dell’Internet, per marcare punti nei confronti dei suoi concorrenti diretti. “La Divisione Life Sciences di Google può aiutare a migliorare l’esperienza del paziente e il suo quadro clinico, e a gestire in maniera più efficace la spesa sanitaria”, spiega Pascale Witz, nominata dirigente responsabile della nuova divisione “Diabete e malattie cardiovascolari” del gruppo francese.

“Il mercato del diabete è uno dei più lucrativi e competitivi del settore farmaceutico”. Evaluate Pharma, sociétà di consulenza, ha valutato che le vendite dei prodotti farmaceutici hanno fruttato ai laboratori più di 41 miliardi di dollari (36,3 miliardi di euro) nel 2014, e potrebbero superare la cifra di 60 miliardi di dollari (53 miliardi di euro), dal 2020. Leader incontestato, la casa farmaceutica danese Novo Nordisk che detiene 30% di mercato in più davanti Sanofi.

Con il 23% di vendite mondiali, Sanofi è ben posizionata, ma Lantus, il suo prodotto antidiabetico faro, con più di 6 miliardi di euro di fatturato nel 2014, ha perso quest’anno il suo brevetto. Il suo sostituto, Toujeo, non dovrebbe riscontrare lo stesso successo, dal momento che molti laboratori si apprestano a lanciare farmaci concorrenti.

Al di là del medicamento, la sfida per Sanofi è di proporre delle soluzioni ai pazienti al fine di aiutarli a seguire meglio il loro trattamento. “Ad oggi, un paziente su due abbandona le cure dopo il primo anno, e tra coloro che proseguono il loro trattamento, quasi più della metà non raggiunge risultati soddisfacenti. In effetti, non serve a nulla sviluppare nuove molecole se i pazienti non sono in grado di usufruirne correttamente”, afferma Pascale Witz.

La sfida non è solo di migliorare la vita dei pazienti, ma anche quella dei sistemi sanitari. Su scala mondiale, 387 milioni di persone soffrono di diabete e questa cifra potrebbe arrivare a 600 milioni nel 2035, secondo la Federazione internazionale del diabete. Solo negli Stati Uniti questa malattia è all’origine del 10% della spesa sanitaria ed ogni presa di soluzione sarà un argomento competitivo per ottimizzarla. “La tecnologia, i sensori, le analisi e le soluzioni digitali rivoluzioneranno il modo di gestire il tasso glicemico. Chi offrirà una migliore qualità di vita, ridurrà il rischio di complicazioni, abbasserà i costi e gli ostacoli associati alla cura del diabete”, ha così commentato John L. Brooks, che dirige il “Joslin Diabetes Center”, partner di questa collaborazione.

Sanofi ha già acquisito una notevole esperienza nel ramo della sanità digitale. Ha progettato un lettore di glicemia capace di connettersi ad un Iphone, oltre che a differenti applicazioni per smartphone, come ad esempio Glucocompteur. “Ma le tecnologie avanzano molto velocemente, e noi non siamo nella posizione migliore per svilupparli”, insiste Pascale Witz. Google l’ha ben compreso, creando due anni fa la sua Divisione Life Sciences, raggruppata quest’estate in Alphabet, struttura che controlla le nuove attività strategiche del gruppo. Dei programmi di ricerca nell’ambito della genetica, della nanodiagnostica e delle malattie neurodegenerative sono già stati annunciati. Il suo progetto principe? Delle lenti a contatto “intelligenti”, per misurare in maniera continuativa il tasso glicemico. Questo progetto ha già convinto Novartis, numero uno mondiale della farmaceutica, con il quale Google ha siglato un accordo nel luglio 2014.

Ed inoltre, “Calico” il laboratorio segreto di Google, creato in parallelo alla divisione Life Sciences, che ha peraltro concluso, nel settembre 2014, un accordo con la sociètà di biotecnologie AbbVie, per effettuare delle ricerche in materia di malattie neurodegenerative.

Infine, in gennaio 2015, Google Life Sciences e il laboratorio americano Biogen, specialista nella cura della sclerosi multipla, si sono alleati per studiare i fattori determinanti la progressione di questa malattia neurodegenerativa. In programma ancora una volta: dei sensori, degli algoritmi e una montagna di dati da analizzare.

Giovanni D’Avanzo

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