È morto a 91 anni Hubert de Givenchy, gigante della moda francese

Mito della Haute Couture, Givenchy è noto, tra l’altro, per aver lanciato l’omonima maison e per aver vestito attrici come Audrey Hepburn, la sua musa. “Monsieur Givenchy si è spento nel sonno sabato 10 marzo 2018. I nipoti e le nipoti, i figli, condividono il dolore”, scrive il compagno, Philippe Venet, in una nota diffusa a Parigi.

Scompare così uno dei padri dei paradigmi dell’alta alta moda mondiale, vissuto e in piena attività nello stesso periodo in cui era attiva anche Cristobal Balenciaga. Sin dal debutto della sua prima collezione, le sue intuizioni creative segnano già lo stile dell’epoca. In passerella appare l’oggi celebrata Blusa Bettina, omaggio alla sua indossatrice (come si diceva allora) preferita, la mannequin Bettina Graziani, resa senza tempo anche da un celebre ritratto del mago degli illustratori, René Gruau.

Hubert nasce nel 1927. Nel dopoguerra arriva a Parigi per seguire la passione per la moda. La famiglia non è d’accordo ma al ragazzo poco importa. A breve entra nell’atelier di Jacques Fath per poi passare da Piguet, Lelong e Schiaparelli. Sono anni di formazione, di incontri con artisti e grandi clienti, giorni di una Parigi frizzante, intellettuale, ricca e molto, molto chic. A soli 25 anni, nel 1952, inaugura il proprio atelier. Il successo arriva appena si aprono le porte. Tutto avviene velocemente, senza sosta. Nel 1953, infatti, si passa dal palcoscenico di Parigi alle platee internazionali grazie all’incontro con Audrey Hepburn, attrice che diventa da subito la sua musa. In un’epoca di femme fatale e pin-up, Audrey non ha curve, è magrissima, sembra un bozzetto a matita che cammina. In lei Givenchy trova la sua ambasciatrice ideale: per lei crea l’abito a sacco,il mantello dal collo avvolgente, la gonna a palloncino, l’abito a bustino.

Discreto ed elegantissimo, senza troppo rumore vende il proprio marchio nel 1988 a LVMH per 45 milioni di dollari dopo 36 anni di successi da indipendente. Rimane direttore creativo per altri 7 anni quando, nel 1995, decide definitivamente di ritirarsi. La sua eredità è pesante ma non mancano grandi nomi a tenerla viva. Negli anni si succedono John Galliano, Alexander McQueen Julien McDonald, Ozwald Boateng, Riccardo Tisci fino a Claire Waight Keller, attuale direttore creativo della maison. Nel 1991, il Palais Galliera di Parigi gli dedica la retrospettiva “Givenchy 40 years of creation”.

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