Cresce il mercato degli Yacht al 24° Monaco Yacht Show

Un progetto di continuo sviluppo di leisure facilities e di servizi di lusso per soli ricchi che trova continui slanci innovativi con un cantiere perennemente aperto nonostante la carenza di territorio.  E così anno dopo anno, edizione dopo edizione cresce il salone nautico di Montecarlo, che ufficialmente si legge MYS Monaco Yacht Show ma quest’anno ha coniato l’efficace slogan di ‘House of Fine Yachting’, perché effettivamente di questo si tratta: un gigantesco “parco giochi” della ricchezza.

La novità pregnante di quest’anno per lo Stato più sfavillante del mondo, non solo in rapporto alla dimensione PIL per metri quadrati ma anche come sommatoria di patrimoni individuali, è il nuovo enorme Yacht Club, vero fulcro di attrazione per quasi tutti gli eventi sociali del MYS 2014, già ampiamente sfruttato nei soli suoi tre mesi di vita.

Questa spettacolare nave-panfilo a 5 ponti priva solo dei motori per poter navigare fa da cornice a Montecarlo per il grande tappeto di maxi-yacht ordinatamente disposti nel modesto specchio d’acqua di Port Hercules, dove trovare l’azzurro dell’acqua è quasi impossibile, tanti sono gli yacht in mare. Dall’altro lato, quello a mare, c’era l’imponente sagoma della Emerald Princess (ultima nata in casa della compagnia americana Carnival).

L’apoteosi del MYS 2014 si concretizza in numeri da capogiro: 120 mega-yacht esposti sino a 100 metri di lunghezza, con quasi 45 anteprime mondiale, il più grande è il 91,50 metri Equanimity di Oceanco, mentre sul terzo gradino del podio in termini di lunghezza sale la barca Chopi-Chopi (viene esposta da oltre un anno ad ogni salone nautico internazionale), completata ad Ancona del cantiere CRN, realizzata su ordine del fratello del Primo Ministro del Libano.

Impallidiscono al confronto gli altri saloni nautici continentali e non solo, probabilmente anche a Fort Lauderdale, all’altro capo dell’Oceano Atlantico, sale la preoccupazione per la probabile perdita di una leadership mondiale quale yacht show clou dell’anno. Non è un caso che nel Principato convergano, oltre agli operatori storici del settore, tanti addetti ai lavori dello shipping, che vista la crisi vissuta nel proprio territorio di origine, oggi corteggiano gli armatori di quelle che sarebbe assolutamente improprio continuare a chiamare barche (seppure da super-ricchi).

L’indice del successo della manifestazione, più che nel numero di biglietti d’ingresso (a un prezzo di € 150 euro al giorno) si vede nel tempo che si impiega per entrare nel ristretto territorio del Principato.  È qui la “New York” dello yachting del Terzo Millennio; un mercato che vale complessivamente dai 21 ai 24 miliardi di dollari all’anno, e lo sanno bene i quasi 200 delegati del primo Mare Forum Monaco Yacht Summit 2014 organizzato accanto alla manifestazione ufficiale dal greco Jannis Kostoulas.

Per dare un’idea del business dei grandi yacht, si apprende dalle statistiche che tra il 1972 e il 1991 vi sono state 794 consegne nel mondo, nei venti anni successivi fra il 1992 e il 2011 oltre tre volte e mezzo: 2.963 barche sono scese in acqua. La media di 89 consegne medie all’anno sino al 1990, infrangendo per la prima volta la barriera di 100 nel 1999, è stata surclassata dalle 200 consegne avvenute nel 2005, raggiungendo il picco di 268 nel 2008, all’inizio della grande crisi. Dopo il 2009 sino ad oggi la media è di 205, ma nel 2014 si avranno solo 150 consegne circa. A subire le maggiori sofferenze sono le fasce da 30 a 40 metri (le barche da 24 metri, anche se legislativamente sono navi e rispondono alla specifiche normative IMO in tema di armamento e misure di sicurezza, non hanno diritto al titolo di super-yacht, riservato ai 100’ minimo, ovvero 30 metri) e quelle da 50 a 70 metri.

Cosa riserva il futuro? Numerose sono le sfide da affrontare, legate alle questioni del bunker, del rispetto dell’ambiente, della fiscalità, dell’adeguamento alle norme di sicurezza, della preparazione e disponibilità di equipaggi adeguati inoltre: maggiore è la lunghezza dei super-yacht, tanto più grandi saranno le responsabilità in cui dovrà incorrere l’armatore o la società di gestione. Un interessante spaccato di mercato dal lato della domanda è stato dato da un manager tunisino direttore marketing del cantiere olandese Feadship, il quale ha esaminato la popolazione degli armatori potenziali sulla scorta di un’analisi specifica della banca svizzera UBS.

“Nel 2013 sono ‘nati’ 155 nuovi miliardari nel mondo. La maggior parte dei billionaires vive negli Stati Uniti, con circa 100 nella sola New York, seguiti dalla Cina e dalla Russia; ma ben 8 delle 20 città col maggior numero di ultra-ricchi è collocata in Asia. Secondo queste statistiche occorrono in media 45 anni di vita per accumulare il primo miliardo mentre a media della ricchezza di ciascuno è di circa 50 miliardi; solo due terzi dei miliardari sono laureati. Per quanto concerne il comparto dello yachting, si individua nella Russia il mercato di oggi, negli Stati Uniti una certa fiammata di ritorno e infine nella Cina i compratori di domani. Fatto sta che dei 130 cantieri maggiori nel mondo oggi solo poco più della metà, ovvero una settantina, sono in grado di realizzare barche sopra i 30 metri.

Gli espositori

A Monaco convergono tutti i grandi players del settore ; nell’edizione 2014 oltre 400. Quest’anno, come ha sottolineato nel suo discorso di apertura G. Tallarida, è stata messa a disposizione degli espositori una nuova area con un ulteriore molo frangiflutti, quello che ‘protegge’ lo Yacht Club, sul quale hanno ormeggiato le barche più lunghe. Fra i cantieri/costruttori che hanno esposto per citarne alcuni :Fincantieri (Italia) – Sunseeker (Monaco)- Burgess ( U.K). Molti sono i VIP, presenti in maniera più o meno ufficiale alla kermesse
Ben 60 le video interviste effettuate – ad un ritmo di una dozzina abbondante al giorno – dalla intraprendente Superyachts TV, il media catodico di riferimento del settore, nell’apposito spazio Breaking News.

Mariarosa Salvucci

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