Allarme obesità: la Francia propone un piano finanziario

In Francia, il ministero dell’economia sta dando il via a misure finanziarie per combattere la cattiva alimentazione, il sovrappeso e l’obesità in aumento. Lì dove altri paesi hanno infatti fatto appello al Ministero della sanità, la Francia ha deciso di affidare questo compito ad altri, e si sta ipotizzando una tassa sul cibo spazzatura, con la previsione di un aumento delle imposte rispetto alla qualità del cibo e alla quantità di calorie. Non imposte su singole sostanze nutritive o specifici alimenti – come la tassa sullo zucchero – ma, se il progetto sarà legge, esisterà un’unica imposta per il junk food.

Questo perché l’allarme obesità, in Francia, riguarda oltre il 15% della popolazione. Ma non solo. Secondo un recente studio, il problema è in grandissimo aumento, un costo economico notevole e crescente legato per esempio alle spese per diabete ed ipertensione. Infatti, secondo il rapporto, il fenomeno del sovrappeso assorbe il 56% delle spese sanitarie territoriali. Fatti i dovuti conti, per grandi cifre si desume che tra i costi per le spese assicurative e di malattia, giornate di lavoro perse, pensioni, il costo dei chili di troppo di 30 milioni di persone costerebbero allo stato 20,4 miliardi di euro l’anno.

L’idea proposta è dunque quella di aumentare la tassa sul valore aggiunto (Tva in Francia) al suo limite massimo (il 20%) su alcuni prodotti alimentari preconfezionati, oggi tassati al 5,5%, legando la tassazione alla quantità di calorie e alla qualità nutrizionale.

L’altro lato della medaglia, però, è che questa misura rischia di pesare fortemente sui più disagiati e quindi, allo stesso tempo, il Tesoro sta studiando delle misure di bilanciamento fiscale adeguate. Altre idee “a tema” proposte dal rapporto ministeriale sono: la riduzione delle porzioni nelle mense, una regolamentazione più severa della pubblicità che riguarda il bambini e il divieto di vetrine trasparenti per i distributori di alimenti.

La Francia non è nuova a queste iniziative; negli anni passati era stata introdotta una tassa sulle bibite zuccherate, mentre non aveva avuto successo l’imposta sull’olio di palma proposta dal ministero dell’ecologia di Ségolène Royale.

Chiara Casamenti

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